Tefritidi

Bactrocera oleae, Ceratitis capitata

I Tefritidi sono piccoli ditteri dai grandi occhi composti iridescenti (in genere di colore metallico rosso acceso, verde o blu), corpo marrognolo ed ali membranose dai disegni elaborati (a fasce, macchie, chiazze e forme a zig-zag, spesso brune o grigie, talvolta dai colori sgargianti, diverse nei due sessi e variabili da specie a specie). Il capo presenta brevi antenne ed apparato boccale lambente-succhiante – adatto alla suzione delle sostanze liquide zuccherine e proteiche – anche se esistono specie ematofaghe dotate di stiletto per pungere. Le femmine sono dotate di ovipositore di sostituzione estroflettibile, più o meno sviluppato e sclerificato, il quale in alcune specie è più lungo del resto del corpo. Le larve, che hanno apparato boccale cefalofaringeo, si sviluppano all’interno di tessuti vegetali (frutti, foglie, infiorescenze) ed in alcuni casi sono galligene.

Le specie più importanti, note comunemente con il nome di Mosche della frutta, possono risultare nocive per l’agricoltura in quanto responsabili di gravi danneggiamenti a carico degli arboreti da frutto (in particolare agrumeti, oliveti ed altri arbusti a frutti molli). In Italia le specie più diffuse sono la Mosca delle olive (Bactrocera oleae) e la Mosca mediterranea della frutta (Ceratitis capitata), insetti dall’elevata fecondità e particolarmente diffusi nelle regioni meridionali.

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