Zanzara domestica

Culex pipiens

Delle 12 specie di zanzare del genere Culex localizzate in Italia, la più nota e diffusa è senza dubbio la Zanzara domestica o Zanzara comune (Culex pipiens – Linnaeus, 1758), piccolo dittero attivo nei mesi da marzo a novembre con densità variabile in funzione dell’andamento stagionale. Di color bruno, provvisto di apparato boccale pungente-succhiante, ali squamose strette e lunghe e grandi occhi composti molto sviluppati, questo insetto presenta il caratteristico dimorfismo sessuale tipico degli altri Culicidi, con i maschi dotati di grandi antenne piumose e lunghi palpi mascellari.
Per ovviare alla naturale disidratazione cui sarebbe altrimenti soggetta a causa del suo corpo allungato ed esile, la Zanzara domestica ha maturato abitudini serali ed è perciò attiva di preferenza dopo il tramonto e per tutta la notte. Le femmine, che pure tendono a vivere fuori degli ambienti domestici[1], per nutrirsi penetrano di sera nelle abitazioni attirate dalla luce e dalla presenza di persone.
In Italia la Zanzara domestica è presente in due entità subspecifiche dall’aspetto pressoché identico ma con abitudini e costumi molto differenti. La varietà Culex pipiens pipiens o forma rurale è una sottospecie ornitofila eterodinama primitiva diffusa soprattutto nelle campagne. Si riproduce per lo più in acque limpide ricche di sostanze organiche di origine vegetale ed è perciò facile da individuare in stagni, fossi e canali di irrigazione. Punge in preferenza gli uccelli anche se non disdegna il sangue dell’uomo.
La varietà Culex pipiens molestus o forma urbana, invece, è antropofila omodinama e diffusa soprattutto nelle vicinanze degli insediamenti umani. Si riproduce in acque luride anche fortemente inquinate, purché non salmastre e con elevata carica organica, e le sue larve sono quindi presenti in tombini, cisterne, depuratori, fognature, liquami, sifoni, canalizzazioni di scolo e qualsiasi altra forma di invaso, anche di natura temporanea. Punge quasi esclusivamente l’uomo. Frequenti in questa sottospecie sono i ceppi autogenici i quali, contrariamente alla norma, possono ovideporre senza aver precedentemente effettuato il “pasto di sangue”.
L’ovideposizione avviene solitamente di notte: le uova sono deposte sulla superficie dell’acqua in grandi ammassi a forma di barchetta o di zattera (delle dimensioni di circa 0,6 mm di lunghezza per 0,3 mm di larghezza), composti da 250-400 elementi affiancati. Le larve si sviluppano completamente immerse nell’acqua, dove stazionano in posizione capovolta e quasi verticale appena al di sotto della superficie. La respirazione avviene attraverso due stigmi comunicanti con la superficie per mezzo di una struttura cilindrica allungata (il sifone) presente nella parte terminale dell’addome. L’apertura del sifone è regolata da 5 valve a rosetta rese impermeabili da un secreto idrorepellente. Le larve, molto mobili, si nutrono delle sostanze organiche disciolte nell’acqua (batteri, alghe ed altri microrganismi) che filtrano attraverso le setole boccali compiendo caratteristici movimenti circolari. Se minacciate sono in grado di nuotare verso il fondo dove possono stazionare per alcuni minuti. Lo sviluppo larvale attraversa 3 mute di accrescimento e può richiedere dai 7 ai 14 giorni (in relazione alla temperatura dell’acqua) al termine dei quali si ha la formazione delle pupe. Lo sfarfallamento degli adulti avviene un paio di giorni dopo, anche se condizioni climatiche avverse possono protrarre lo sviluppo di qualche settimana. Lo svernamento avviene in genere da adulto in ricoveri vari.

La Scheda

Dominio: Eukaryota

Regno: Animalia

Phylum: Arthropoda

Classe: Insecta

Ordine: Diptera

Famiglia: Culicidae

Genere: Culex

Specie: C. pipiens

Lunghezza: 5-7 mm

Alimentazione: fitofaga/ematofaga

Sviluppo: olometabolo

Svernamento: adulto

Zanzara comune

Zanzara domestica

House mosquito

Note

  1. Masutti L., Zangheri S. (2001) «Entomologia generale e applicata». CEDAM, Padova: 712.

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