I due termini “tossicità” e “rischio” non sono sinonimi:

  • la tossicità indica la velenosità di una sostanza chimica in condizioni sperimentali,
  • il rischio indica il pericolo di avvelenamento quando tale sostanza è utilizzata.

Qual è la differenza tra rischio e tossicità degli insetticidi

Per chiarire meglio la loro sostanziale differenza ci rifaremo ad un semplice esempio. Si pensi alla Nicotina: la dose letale per un uomo è di circa 50 mg, la stessa quantità contenuta in due sigarette; tuttavia, la maggior parte di questa sostanza è decomposta durante la combustione e perciò non viene assorbita dall’organismo, scongiurando quindi qualsiasi pericolo per l’immediata sopravvivenza del fumatore. In questo caso possiamo facilmente concludere che, pur essendo la Nicotina una sostanza estremamente velenosa, non sussistono condizioni di rischio tali da determinare problemi di tossicità.

Di conseguenza, anche nel caso degli insetticidi, il rischio dipende in maggior misura dalle possibilità dell’individuo di assorbire quantità pericolose di sostanze nocive piuttosto che dalla tossicità assoluta delle stesse. I fattori che influenzano tali possibilità sono la concentrazione, il tipo di formulazione, la via di ingresso o di assorbimento e la durata dell’esposizione.

  • Concentrazione: tanto più una sostanza tossica viene diluita, tanto maggiore dovrà essere la quantità di soluzione da assorbire per determinare l’insorgere dei sintomi di avvelenamento che si otterrebbero con il prodotto puro. Per questo motivo il rischio di avvelenamento diminuisce enormemente con la diluizione del prodotto insetticida.
  • Tipo di formulazione: le formulazioni che favoriscono un intimo contatto della sostanza tossica con l’individuo (o una più facile penetrazione di questo attraverso la pelle) risulteranno a rischio maggiore: per questo motivo gas e liquidi insetticidi puri rappresentano generalmente una minaccia superiore rispetto, per esempio, alle polveri bagnabili, ai formulati granulari od alle soluzioni acquose. Esistono tuttavia dei formulati insetticidi molto tossici che possono essere adoperati con bassissimo rischio di contaminazione quali, ad esempio, i micro-incapsulati ed i prodotti in esca.
  • Via di ingresso o di assorbimento: in genere gli effetti tossici di un prodotto risultano maggiormente gravi e compaiono più rapidamente se questo è ingerito od inalato; diversamente, la comparsa di sintomi pericolosi sarà più lenta se il prodotto viene assorbito attraverso la cute.
  • Ingestione: eliminata la causa volontaria a scopo di suicidio, l’ingestione di prodotto insetticida è in genere un fenomeno accidentale provocato per lo più da trascuratezza e superficialità (ad esempio portando alla bocca le mani sporche mentre si fuma o si mangia, oppure assumendo cibi contaminati non debitamente lavati). In ogni caso, poiché l’insetticida deve attraversare lo stomaco e l’intestino prima di venire assorbito dall’organismo e penetrare nel circolo sanguigno, a seguito dell’ingestione si dispone del tempo necessario alla somministrazione delle opportune cure mediche.
  • Inalazione: soprattutto gli insetticidi fumiganti in fase di vapore – ma anche alcune nebbie aerosol, polveri e fumi – presentano il maggiore rischio di inalazione, soprattutto quando utilizzati in condizioni di scarsa ventilazione ed in ambienti confinati. Fortunatamente la maggior parte delle particelle aeree vengono filtrate nelle cavità nasali o trattenute dalle superfici umide del tratto respiratorio (per essere quindi rinviate alla bocca dai movimenti dell’epitelio ciliato ed espulse durante l’espirazione o con la tosse) riducendo grandemente il rischio di un’intossicazione. Tuttavia, considerata la notevole superficie deputata agli scambi gassosi presente nei polmoni (circa 70-80 mq), è bene ricordare che anche una leggera inalazione di piccole quantità di insetticida può avere gravi ripercussioni sull’organismo in quanto il suo assorbimento a livello sanguigno è pressoché immediato, concedendo poche possibilità di intervenire tempestivamente con rimedi efficaci.
  • Assorbimento dermale: la pelle forma un’efficace barriera protettiva ed è molto meno permeabile alle sostanze tossiche rispetto agli apparati digerente e respiratorio. Tuttavia l’assorbimento dermale, seppure relativamente lento, può avere conseguenze pericolose quando è protratto per molto tempo (ad esempio quando si indossano indumenti protettivi contaminati con sostanze tossiche – i quali rimangono aderenti alla pelle per lunghi periodi – o si maneggiano prodotti concentrati senza provvedere in seguito alla pulizia delle mani o delle altre parti del corpo contaminate). Delle diverse formulazioni disponibili per gli insetticidi, i prodotti liquidi sono maggiormente soggetti ad assorbimento cutaneo, penetrando facilmente attraverso le ghiandole sebacee e sudorifere oppure insinuandosi nelle ferite (raggiungendo rapidamente il flusso sanguigno); le polveri invece, trattandosi di sostanze solide non in soluzione, presentano le minori possibilità di penetrazione.
  • Durata dell’esposizione: quanto più una sostanza tossica rimane a contatto con l’individuo, tanto più si protrae la sua azione nociva: per questo motivo la rapida rimozione delle fonti di contaminazione è un fattore indispensabile per la tutela della salute dell’organismo.

 

Nel caso degli operatori professionali specializzati nelle disinfestazioni, si è verificato che l’esposizione prolungata ai tossici avviene soprattutto per via dermale; è quindi opportuno prestare particolare attenzione alle caratteristiche di tossicità dermale di un dato prodotto insetticida prima di procedere al suo utilizzo, valutando l’adozione dei necessari dispositivi di sicurezza.

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